Dalla misura alla frazione, alla scoperta di sistemi decimali e non…

Author: Nessun commento Share:

Classe prima: si parla di misure quando facciamo Scienze per introdurre il metodo sperimentale, ma si parla di misure anche quando manipoliamo delle figure per misurare i lati, calcolare il perimetro, l’area, e l’ampiezza degli angoli. D’altra parte quando parliamo di operazioni scopriamo che la divisione fa nascere i numeri decimali, questi sconosciuti, incompresi e odiati numeri. Numeri che sempre vengono fuori quando misuriamo e siamo costretti a ricorrere a frazioni decimali.

E allora è importante capire l’unità di misura e per capire “dare un appoggio visivo“, e quindi concretizzare.

Siamo partiti dalle nostre mani e abbiamo utilizzato la spanna (lunghezza che va dal pollice all’indice quando la mano è aperta) per misurare la lunghezza del banco. Le spanne le abbiamo realizzate ricalcando la mano sopra un foglio e ritagliandola. Per misurare con la spanna la spostiamo lungo la lunghezza del banco: ci accorgiamo che la mano va posizionata “storta” rispetto al banco. Spanne tutte diverse, misure diverse ma tendenzialmente simili….quasi tutti i ragazzi ricoprono il banco con circa 5 spanne. Possiamo definire una ‘spanna media’ per la nostra classe? Cosa faremo con l’avanzo del banco che non riusciamo a ricoprire con la spanna? Possiamo usare il pollice.

Tante osservazioni e soprattutto l’idea che misurare vuol dire confronto rispetto all’unità di misura e quindi dietro c’è il concetto di divisione e frazione (la parola rapporto ancora non la usiamo….)

Come seconda attività propongo di misurare la lunghezza dell’aula con il metro o meglio con dei cartoncini lunghi un metro che si possono facilmente realizzare….(il mio trasferimento a Genova è stato utile perchè avevo diversi metri dell’Ikea usati per la cucina e le librerie).

Andando a mettere nella lunghezza dell’aula i metri di cartoncino uno di seguito all’altro, ci siamo accorti che ne servivano 7, ma avanzava ancora uno spazio più piccolo del metro, ancora abbastanza grande. Allora ricorriamo ai sottomultipli del metro, cioè andiamo a dividere il metro in 10 parti uguali e così otteniamo il decimetro.

Per il decimetro sfrutto i regoli arancioni (per fortuna non butto mai nulla) che i miei figli avevano usato alla scuola primaria. Il regolo arancione è lungo proprio un decimetro. Siamo riusciti a sistemare 7 regoli arancioni e ancora avanzava spazio. Quindi continuiamo a dividere l’unità di misura che questa volta è il decimetro e scopriamo il decimo di decimetro: anche in questo caso ci aiuta il regolo bianco, il più piccolo, che è lungo proprio un centimetro.

Possiamo scrivere alla lavagna le nostre conclusioni:

1dm= 1/10 del metro

1cm= 1/10 del decimetro

e riportare le misure della lunghezza dell’aula: 7 m + 7 dm + 2 cm

Per questa scrittura è necessario fare qualche riflessione, perché non è immediato arrivare alla scrittura 7,72 m.

L’attività è molto utile per capire che se la cifra 7 indica i metri, la prima cifra decimale indicherà i decimi di metro e cioè i decimetri e la seconda cifra indicherà i centesimi di metro e quindi i centimetri.

Siamo entrati nel vivo del nostro sistema decimale, originato dal frazionamento e quindi dalla divisione dell’unità di misura.

Che dire poi quando ci troviamo ad affrontare un sistema non decimale usato per il tempo e per gli angoli?

Affrontiamo la misura del tempo e degli angoli come proposto in Figure piane B, dove l’introduzione storica di Emma Castelnuovo ci ricorda che il sistema di misura di queste due grandezze è lo stesso, il sistema sessagesimale. Trecentosessanta erano le notti che i babilonesi consideravano affinché una stella nel cielo di stelle tornasse ad occupare la stessa posizione vista dalla Terra. Ripropongo anche quest’anno la riuscitissima attività dell’Indire (“L’orologio” R. Battisti, F. Spinelli, F. Brunelli), per la costruzione e visualizzazione dell’angolo di un grado.

Realizziamo a terra con squadre, nastri e corde un grande orologio in cui al posto delle ore ci sono i ragazzi. Alla fine riusciamo a realizzare l’angolo di un grado, non preciso, non bellissimo, ma che ci aiuta a capire. Questo angolo di un grado, che sembrava così piccolo, man mano si allarga per diventare infinito e quindi ancora suddivisibile in frazioni più piccole, non con un sistema decimale ma sessagesimale.

  Next Article

Franco Lorenzoni: insegniamo la matematica attraverso lo stupore

You may also like

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *