Emma Castelnuovo e la matematica inclusiva per tutti

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Seguendo l’intuizione di Emma Castelnuovo, iniziamo la geometria già dai primi giorni di scuola per “aprire lo sguardo attraverso la matematica”, perché la matematica si può fare anche senza numeri! Oggi diremmo per fare una matematica “inclusiva”.

I ragazzi hanno in mano le strisce di cartone che sono nel libro Figure piane A; sono striscette che hanno, agli estremi, dei forellini; diamo a ciascuno un certo numero di ferma-campioni, indicando come si possono collegare due strisce (si potranno poi usare altri materiali come il polionda, più rigido della carta e che si può tagliare facilmente e bucare con una matita). Semplicemente seguendo le prime pagine del volume Figure piane A, iniziamo l’avventura dei poligoni!
Vedere le facce dei ragazzi quando scoprono che il triangolo non si muove, mentre tutti gli altri poligoni si trasformano tra le mani, è qualcosa di impagabile. E’ la scoperta, altro che definizioni!
Si continua cercando la struttura del triangolo negli oggetti che abbiamo a casa, dalla tavola per il ferro da stiro, al cavalletto, all’architettura, e perché no anche nel corpo umano, quando allarghiamo le gambe per essere più stabili. Nella sezione “Attività di Laboratorio”, pag. 120, è descritta un’interessante esperienza per verificare la resistenza del triangolo, usando semplicemente un foglio piegato a fisarmonica e un peso.
Sin dai primi giorni di scuola si apre un mondo che porta i ragazzi ad amare la geometria, partendo da materiali semplici si affrontano concetti come variazione di perimetro ed area, ricerca di massimi e minimi e il ragionare per assurdo con l’idea di “caso limite”.

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