Guardiamo l’arrivo della primavera con “l’occhiolino” di Franco!

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Siamo ancora in tempo! Condividiamo uno scritto di Franco Lorenzoni, allievo di Emma Castelnuovo, maestro e scrittore. Con questo “occhiolino” possiamo spiare che cosa succede all’inclinazione e al movimento dei raggi del sole in questo momento particolare dell’anno: l’equinozio di primavera. Osserviamo i mutamenti astronomici e troviamo tanta matematica. Emma fa spesso riferimento all’osservazione del Sole e delle ombre che esso proietta, nel suo libro di testo. Ad esempio in Figure Piane B il capitolo sulla similitudine si apre e si chiude con Talete e la misura dell’altezza della piramide. Ancora in Leggi Matematiche, nel capitolo sulle trasformazioni affini e proiettive, parte proprio dall’osservazione delle ombre proiettate dalla luce solare, confrontate con quelle delle sorgenti artificiali come le lampadine.

Ora che siamo costretti a casa, possiamo proporre agli alunni questo tipo di attività laboratoriale, lasciandoci guidare dalle parole di Franco Lorenzoni:

“FESTEGGIAMO IN CASA L’ARRIVO DELLA PRIMAVERA OSSERVANDO CIO’ CHE DI SPECIALE FA OGGI IL SOLE.

La principale differenza tra noi e gli altri animali è che loro non hanno i weekend. I gatti non cambiano nulla di ciò che fanno il sabato e la domenica. Noi umani, invece, abbiamo bisogno di scandire il tempo e inventarci delle feste, delle pause, se no impazziamo. E’ importante ricordarlo in queste settimane che stiamo chiusi in casa e rischiamo di collezionare giorni tutti uguali.

“A quel tempo Useppe camminava ancora a quattro zampe e gli succedeva di confondere la terra con il cielo”
Elsa Morante (La Storia)

Oggi inizia la Primavera e desidero fare gli auguri a tutte e tutti, grandi e piccoli, proponendovi di osservare qualcosa di davvero speciale che accade oggi al SOLE. Se il cielo è nuvolo potete guardarlo anche domani o dopo.

Per preparare l’osservazione ritagliamo da un cartoncino o anche da un semplice foglio di carta un piccolo quadrato con i lati di circa 20 cm (il palmo di una mano). Al centro del nostro quadrato di carta ritagliamo un cerchietto che ha un diametro di circa 4 cm (poco più di un pollice). Cerchiamo nella nostra casa una finestra dove batta il sole la mattina o a mezzogiorno. Se non la troviamo va bene anche una finestra dove batte al pomeriggio. Insomma una finestra da cui entri la luce del sole per qualche ora.
Su uno dei vetri di questa finestra, all’altezza che volete (meglio in alto), incolliamo con dello scotch o colla o farina bagnata (se non avete colla in casa), il nostro quadrato che ha al centro il buco. I bambini della scuola di Giove, la prima volta che lo abbiamo sperimentato, hanno chiamato quel cerchietto vuoto “il nostro occhiolino”.


Ora aspettate che arrivino i raggi del sole dentro all’osservatorio astronomico in cui avete trasformato la stanza scelta e guardate come l’ombra del quadrato disegni a terra, al suo centro, un cerchietto luminoso. Se c’è bisogno di fargli spazio spostando dei mobili, fatelo. Ii mobili si chiamano mobili perché sono mobili!
Trovate dunque il modo di segnare sul pavimento il nostro cerchietto luminoso. Potete disegnare l’occhiolino che appare con un pennarello, con un gesso (difficile che lo abbiate) oppure con dei piccoli oggetti che avete in casa. Bambine e bambini possono trovare e segnare l’occhiolino a ogni età e saranno loro i custodi rigorosi della nostra installazione astronomica.

Ora viene il bello, e cioè il tempo dell’attesa. Aspettate un po’ (non vi dico quanto) e guardate se l’occhiolino a terra si muove. Dovete avere pazienza, ma non troppa. Segnate il suo percorso più volte in un’ora per più tempo possibile. Se ce la fate, fino a mezzogiorno e anche dopo. L’importante è che questo luogo della casa deve essere protetto perché da oggi è un luogo speciale che ci racconta il tempo. Il tempo delle giornate che scorrono una dopo l’altra, il tempo delle stagioni che cominciamo a osservare da questa strana primavera.

Se continuiamo a guardarlo insieme, ci accorgeremo presto che il nostro occhiolino si muove e sorgono un bel po’ di domande:

Perché l’occhiolino si muove?
Quanto va veloce?
In che direzione va?
Quale percorso farà?
Andrà dritto o andrà storto?
Dove arriverà?

E poi la domanda più difficile, su cui vale la pena di sostare a lungo:

Chi è che si muove?

Prima di porvi e porre queste domande lasciate che i bambini e gli altri familiari dicono ciascuno la sua liberamente, di fronte a questo fenomeno osservato. Se volete giocare a fare la scienza come cominciò Talete e, prima di lui gli scribi egizi due millenni e mezzo fa, annotate le risposte e l’età di chi le dà. E’ sempre interessante confrontare ipotesi, opinioni, ragionamenti diversi.

Se siete grandi, cercate di non farvi accecare da quel poco di astronomia che avete studiato a scuola, spesso male, perché sganciata da ogni osservazione reale. Non vi preoccupate. Per ora non è importante cercare rapidamente risposte definitive. Limitarvi a giocare a osservare in casa che gioco sta facendo il sole catturato dal nostro occhiolino.
Cominciate oggi, se non è nuvolo, e proseguite la stessa osservazione nei prossimi giorni.
Il piccolo quesito geometrico da cui possiamo cominciare ve lo pongo io: la luce dell’occhiolino sul pavimento (o sul muro) che state registrando almeno ogni quarto d’ora, sta tracciando una linea retta o una curva?

Se continuate l’osservazione nei prossimi giorni e settimane potrete scoprire perché oggi è l’equinozio di primavera. Un giorno davvero speciale.

Alla prossima puntata.

Un abbraccio a tutte e tutti e non dimenticate di salutare il sole, anche da parte mia.

Nelle fotografie il quadratino attaccato alla finestra e le osservazioni registrate delle bambine e bambini della scuola elementare di Giove (a quel tempo a primavera si andava a scuola…)”

di Franco Lorenzoni

Caro Franco, grazie di cuore! Torna a trovarci!

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