Il laboratorio nel curricolo verticale: i parallelogrammi

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Continuano gli incontri alla scuola primaria: classi terze.

Per quest’attività usiamo i listelli: si possono costruire con il polionda, o anche acquistare come materiale collettivo per la classe. Inizio chiedendo ai bambini qualcosa sugli angoli e sulle rette: parallele, incidenti e perpendicolari, per vedere se conoscono i termini che serviranno per descrivere i parallelogrammi.

Giochiamo con coppie di  listelli lunghi e corti per “vedere” la cosa più difficile: gli angoli!

Per il concetto di parallelismo porto in classe due pezzi lunghi di spago e chiamo i bambini a tenderli per fare delle rette parallele: per controllare che la distanza rimanga la stessa usiamo un listello molto lungo all’inizo e alla fine dei due pezzi di spago. Subito incontriamo concetti come “andare all’infinito”: provate ad immaginare cosa succede se prolungo lo spago fino ad uscire dalla classe, vado a finire nell’altra classe e poi…i bambini ridono.

Poi si gioca muovendosi nella classe per fare in modo che le rette si incrocino per poi diventare perpendicolari. Due bambini restano fermi e gli altri girano.

Ci siamo, si inizia!

La prima attività viene proposta nella primaria di due I.C.: Tacito Guareschi di Roma e B. Croce di Pula (Cagliari). I bambini lavorano a coppie e ogni coppia riceve 6 listelli uguali e, in libertà, possono costruire i poligoni osservando cosa succede.  Naturalmente la prima scoperta è la rigidità dei triangoli: gli unici poligoni che non si muovono. Aumentando il  numero dei lati notiamo che aumentano le forme e notiamo anche che oltre a lati e angoli possiamo parlare di diagonali. Se aggiungo un listello come diagonale una parte della figura si blocca perché si forma un triangolo…

Dopo questa prima attività, nella primaria di Pula ci concentriamo su alcuni quadrilateri. Seguendo i primi paragrafi di Figure A del libro di Emma, usiamo i listelli come lati, tralasciando la seconda possibilità: usare i listelli come diagonali. Siamo all’inizio di un percorso bello, ma impegnativo e abbiamo la necessità di “semplificare”. Per scelta si è deciso di non parlare, in questo primo incontro, di trapezi.

Con quattro listelli uguali, uniti alle estremità, ragioniamo su quadrato-rombi: quanti quadrati, quanti rombi? Il quadrato girato diventa un rombo? com’è possibile? Ragioniamo su questo insieme: quando vado a dormire non cambio nome solo perchè non sto più in piedi…e allora che cos’è che fa di un quadrato qualcosa di diverso rispetto a un rombo? Dialogando insieme arriviamo alla risposta.

Invito poi i bambini  a disegnare le figure, semplicemente appoggiando la matita ai listelli tenuti ben fermi aiutandosi tra di loro. Dopo aver disegnato, li invito a scrivere quello che osserviamo e descriviamo insieme: i lati e gli angoli, solo questo per ora.

Poi facciamo la stessa cosa con listelli uguali a due a due: qui formiamo rettangolo-pallallelogrammi ma anche  deltoidi e poligoni concavi. Il deltoide lo chiamano aquilone, ma va bene così. Riescono a spiegarmi in che cosa la costruzione di rettangolo-parallelogrammi  è diversa da quella deltoidi-quadrilateri concavi: dipende da come attacco i lati uguali: arriviamo così a parlare di lati opposti.

Anche qui disegniamo e scriviamo, qualcuno è già molto preciso nel disegno e nella descrizione di un oggetto matematico.

Alla fine propongo un gioco, l’ha pensato un mio collega, Cristiano, con la sua classe prima della scuola media, rifacendosi ai disegni che Emma propone a pag.  15 di  Figura piane A.  Immaginiamo di mettere dei “guardiani” all’entrata di alcune porte che consentono alle figure di entrare o restare fuori rispondendo ad alcune domande:

  • hai 4 lati?
  • hai i lati opposti paralleli?
  • hai tutti e 4 gli angoli retti?
  • hai i lati tutti uguali?

Per questa parte conclusiva ho preparato un cartellone con rappresentati gli insiemi di Eulero-Venn, vuoti e con disegnati i guardiani che fanno alcune domande. Ogni bambino ha una forma e rispondendo alle domande dei guardiani (altri bambini) via via trova la giusta classificazione, andando ad attaccare la figura all’interno dei vari insiemi. Con i bambini non parliamo di insiemi ma di  regni, castelli , stanze, e ci chiediamo, con curiosità,  quale figura possa occupare la stanza centrale…

Abbiamo avviato tante cose, insieme alla maestra Nunzia e ai suoi splendidi bambini, cose sulle quali sarà bene tornare più e più volte, ma sicuramente i bambini sono stati contenti perchè nella loro spontaneità mi hanno chiesto: quando torni maestra?

Le attività sono state svolte nelle classi 3A e 3B scuola primaria I.C. B. Croce di Pula (Cagliari)

 

 

 

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