Il quadrato e l’Uomo di Vitruvio

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Ecco la cronaca di una interessante attività laboratoriale tra l’arte e la geometria, nata dopo il corso seguito lo scorso autunno a Cenci durante l’Officina matematica di Emma Castelnuovo, che la nostra collega e compagna di corso Rosa Cavallaro ha voluto condividere su questo sito. Grazie Rosa e bravi i tuoi ragazzi della 2C!

“La ricerca di nuove attività stimolanti da proporre in classe ti conduce sempre a incontri importanti per il proprio arricchimento professionale. Lo scorso settembre ho partecipato all’Officina Matematica di Emma Castelnuovo presso la casa-laboratorio di Cenci e sono tornata a casa con una valigia piena di idee.
L’anno scolastico inizia e cerchi il momento giusto per tirarne fuori una…il tempo passa e gli impegni di ogni giorno ti travolgono fin quando non arriva il momento giusto! Un giorno, infatti, una collega di arte un po’ curiosa del mio modo di insegnare mi dice che in 2C vorrebbe parlare dell’uomo di Vitruvio ed ecco l’occasione per tirar fuori la mia idea! Ascolto la sua proposta… poi le racconto di Cenci e del percorso matematico “provato” sul quadrato e in particolare dell’attività sull’uomo di Vitruvio. Ci accordiamo quindi per un’attività interdisciplinare, io avevo appena terminato un percorso sui quadrilateri e ritenevo potesse essere il momento giusto.
Inizio io con un laboratorio. Penso e ripenso al percorso di Cenci presentato da Carla Degli Esposti e Paola Gori e non faccio nemmeno tanta fatica a ricordare visto che noi docenti per prime ci eravamo messe in gioco. Decido di riproporre l’attività adattandola ai miei studenti… questa volta sta a loro mettersi in gioco! Il caso vuole che quella stessa mattina avessimo in classe i bambini della primaria in occasione degli Open Day per due ore. Inizio chiedendo ai ragazzi se conoscono L’uomo di Vitruvio e qualcuno ne ha sentito parlare, qualcuno sa associare Leonardo Da Vinci all’opera, ma nessuno ricorda che la riproduzione più comune che spesso vedono quando pagano la focaccia prima di entrare a scuola, sta proprio sulla moneta da 1€, così ne faccio passare una fra i banchi e i ragazzi la osservano incuriositi. Chiedo ai ragazzi di descriverla e insieme arriviamo alla conclusione che si tratta di un uomo che si trova in una circonferenza e in un quadrato: “inscritto” dico loro, e nonostante qualche faccia perplessa, cerchiamo di capire e di costruire insieme il significato di questa nuova parola.

A questo punto propongo loro di riprodurre l’opera per il quadrato e ci spostiamo dall’aula al corridoio, necessitiamo di più spazio. Un bambino della primaria lì presente mi chiede “Scusa prof, ma insegni arte o matematica?” “Assolutamente matematica” rispondo decisa. Divido i ragazzi in due gruppi e lascio decidere loro dove riprodurre l’opera: un gruppo decide di far sdraiare un compagno per terra e l’altro decide di far appoggiare una compagna contro il muro. Fornisco loro scotch di carta e la moneta da 1€. I ragazzi si mettono al lavoro e insieme cercano di posizionare il compagno secondo la posizione vitruviana della moneta e posizionano lo scotch sul pavimento o sul muro per rappresentare il quadrato. Una volta terminato chiedo loro di spiegare perché il quadrilatero rappresentato dovrebbe essere proprio un quadrato. Alcuni propongono di misurare la lunghezza dei lati. Chiedo loro se questo sia sufficiente e allora propongono di misurare gli angoli. A questo punto fornisco loro solo una corda e chiedo di procedere con le misure. I ragazzi tendono la corda lungo i lati e confrontano la lunghezza di questa per verificare che siano fra tutti uguali, ma non sanno come misurare l’ampiezza degli angoli mancando il goniometro. Li invito così a riflettere su altre proprietà del quadrato e dopo essersi fra loro confrontati propongono il confronto delle diagonali. Terminata questa attività rientriamo in classe, salutiamo i bambini della primaria e nell’attesa del nuovo gruppo chiedo loro di raccontare sul proprio quaderno cosa abbiamo fatto e quali conclusioni abbiamo tratto dall’attività.

Arrivato il secondo gruppo di bambini, ascolto i racconti scritti di alcuni di loro dando la parola a chi in particolare so che si esprime con maggiori difficoltà. Ascoltiamo tutti e insieme arricchiamo i racconti di chi ha lasciato indietro qualche aspetto importante. In questa seconda ora divido la classe in 4 gruppi da 4 alunni eterogenei e a ciascun gruppo aggiungo un bambino della primaria. Questa volta sono i ragazzi che faranno svolgere l’attività ai bambini e daranno loro tutte le spiegazioni. Durante questa fase mi limito ad osservarli e raramente intervengo. I ragazzi si muovono velocemente e con sicurezza, raccontano loro della moneta da 1€ e chiedono ai bambini se vogliono prestarsi per la parte dell’uomo vitruviano: in caso contrario si offre uno di loro. Costruiscono il quadrilatero e mostrano ai compagni più piccoli come capire se la figura disegnata è un quadrato.

Ritengo che l’attività svolta sia stata una buona occasione di consolidamento dei concetti precedentemente sviluppati in classe, ma anche un’opportunità per lavorare sulle competenze degli alunni. Preziosissima la presenza dei bambini della primaria che ci ha permesso di lavorare in tutoraggio tra pari e che ha costretto i ragazzi della secondaria a mettere alla prova le proprie conoscenze e abilità. Fra i punti critici dell’attività sicuramente ci sono il “caos” legato ai lavori di gruppo e la necessità di avere spazi adeguati. In aule poche spaziose non è realizzabile e lo spostamento nel corridoio può creare disagi ad altri.”

Prof.ssa Rosa Cavallaro – classe 2C scuola Fontana ISA7, La Spezia

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